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Concerto da camera per fiati e quadrimotore

21 marzo 2012

Figlio Piccolo russa.

A metà della notte si sveglia lamentandosi, si alza ad occhi chiusi dal suo lettino e, sempre ad occhi chiusi, vuole venire nel lettone, dove è ben accolto.

Poi incomincia il concerto.

Si piazza a panz’all’aria, testolina contro la mamma, piedoni contro i fianchi, spinge pericolosamente il papà sul bordo del letto e inizia la sinfonia del possente tricilindrico a quattro tempi.

Lo chiamai Cinghialotto, in tempi non sospetti. Oh quale premonizione! Grufola saporitamente come un solengo, ronfa e brontola come una vaporiera, borbotta come una pentola di fagioli e dorme pacifico il sonno dei giusti.

Intrat Figlio Grande: “AAAH! DAII! SMETTETELA DI RUSSAREEE”!

La notte inizia a farsi movimentata.

Lentamente il papà fa scivolare la gamba fuori dal letto per guadagnare un appoggio meno instabile, e lentamente, lentamente, lentamente tenta di sistemare su un fianco il piccolo ma potente quadrimotore in pieno decollo.

Figlio Piccolo neanche prova ad aprire gli occhi: “NON MI PIACEE”!

Freeze! La mamma riconsola figlio piccolo, papà smette di respirare finché torna la pace e si ricomincia daccapo.

Alla fine si rotola contro la mamma e lo strepito si tramuta in un sommesso brontolio. Un temporaneo armistizio buono per non far svegliare Figlio Grande.

Tanto poi ricomincia.

ma  è normale russare  così?

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