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Io l’ho visto!

6 giugno 2012

Il transito di Venere sul disco solare.

Si, perché stamattina, dopo essere crollato addormentato sul divano alle 21:30, mi sono improvvisamente trovato sveglio e pimpante alle 6:00…

Ci ho provato.

Accade infatti che in questo periodo dell’anno il sole inizia ad illuminare una finestra di casa alle 6:15, appena sorge da una profonda valle tra le montagne a Nord-Est. Ho rapidamente preparato un cartoncino spesso con un buchino di un paio di millimetri, l’ho fissato alla finestra e ho aspettato, con una tazzina di caffè in mano,  il sorgere del sole.

Appena il sole si è sollevato dalle nebbie del mattino una bella palla da rugby luminosa si è disegnata sulla parete opposta a circa quattro metri. Un altro cartoncino bianco ben orientato per deformare la palla da rugby in un disco di circa 4cm e ho visto una cosa del genere.

No… non proprio una cosa del genere, ma la bellezza è negli occhi di chi guarda… decisamente piu pallido, bordi leggermente sfocati a causa della finitezza del foro stenopeico, ma aveva un qualcosa, un neo, una caccolina tonda, un moscerino sul bordo, proprio al limite del disco.

Ho ruotato il foro sulla finestra, ho mosso il cartoncino che mi serviva da schermo e il neo restava li, indefesso. Sembrava essere proprio una caratteristica del disco solare.

Il tempo di pensare ad allungare la mano per prendere la mia macchina fotografica già pronta all’uso e puff! non c’era più. Basta, stop, fine.

Ora se ne riparla tra un centinaio di anni.

Però intanto IO l’ho visto!

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2 commenti
  1. Invidia. Io non l’ho visto, anche se ci ho provato. Lì dove sorgeva c’erano i palazzi più alti della zona, e quando finalmente l’ha oltrepassati non so da dove è arrivata una nuvola. Alle sei e 40 la nuvola non c’era più.

    • La nuvoletta di Fantozzi è l’incubo di ogni would be astronomer. Purtroppo a chi tocca non si ingrugna. Poi in Italia il fenomeno è durato così poco che qualsiasi piano organico sarebbe stato a rischio di fallimento, a meno che non si abiti sulla costa est e disponibili a correre lungo tutte le piazzole della A14 con un telescopietto leggero e con molto, molto ottimismo…

      Facemmo una scappata di due giorni e una notte in Germania nel `99 per vedere l’eclissi totale di sole: la notte la passammo accampati in otto in tre tende, in uno sperduto campeggio in mezzo alla foresta nera (brrr! che impressione la foresta nera, mammamia!) lungo l’autostrada da Karlsruhe a Monaco.

      Il giorno dopo pioveva come dio la mandava su tutta la Germania meridionale…

      Inseguimmo in macchina un buco nelle nuvole per un centinaio di km… al momento della totalità il cielo si aprì quel tanto per il poco tempo necessario a vedere il sole iniziare a scomparire, i grani di Bailey il vento alzarsi, gli uccelli posarsi, il buio improvviso, gli uccelli riprendere il loro volo, il vento chetarsi, i grani di Bailey, il sole fare capolino dalla bocca del mostro.

      Sarà pure vero che la fortuna aiuta gli audaci, però… mamma mia che culo!

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