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Paura

9 luglio 2012

Paura.

Quella che arriva dopo. Lucida e fredda. Non si scappa. Non è il panico.

Sei li, tranquillamente seduto a leggerti una tesi e ti trema il mondo sotto il culo. Poi come è arrivato finisce.

E si gela il sangue. Dopo. Perché si sa che i terremoti a Roma arrivano dall’appennino.

E in pieno appennino ci tieni i tuoi affetti.

Ci ragioni un attimo sopra (aho, qui siamo scienziati, mica pizza e fichi) e “deduci” che no, non era una forte scossa lontana, ma probabilmente una “debole” scossa vicina.

…Ma una telefonata la fai comunque, che va bene la ragione, ma è l’emotività quella che ti frega…

…tre secondi per prendere la linea (se non prende la linea so’ cazzi)…

…cinque squilli prima di rispondere (rispondi rispondi rispondi rispondi perdio! Cazzo, tienilo in tasca quel cazzo di cellulare)!

Titolare: “Ciaooo! Come va a lavoro? Torni presto? Qui fa un caldo! Siamo ancora chiusi in casa”!

…Respiro.

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