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Le Parole per chiederlo

14 ottobre 2013

Con la riapertura delle scuole, anche virus e batteri sono tornati a campeggiare allegramente negli organismi familiari.

Tacerò delle febbri, delle notti insonni e dei week-end passati a casa con la piacevole compagnia di disegni animati capaci di alienare anche un monaco zen, ma alla fine anche le malattie si avviano verso una felice risoluzione, stroncate forse più da dosi da cavallo di PeppaPig che dalla pletora di medicine somministrate alle diverse ore del giorno e della notte

La notte! Il duro compito di riempire il misurino con la giusta dose di febbrifugo con la giusta lucidità in un orario compreso tra le due e le quattro del mattino non è esprimibile in parole comprensibili agli umani e, se comprensibili, soggette ad immediata censura (specie quando non si trovano gli occhiali, il febbrifugo di cui sopra è finito nel contenitore del mucolitico ed entrambi i misurini sono per buona misura scappati clandestinamente per vivere una notte di follie in compagnia del termometro)…

Ma divago.. fatto sta che la salute migliora di ora in ora, e il papà si informa:

Gianc: “Alors, Figlio Grande, è un po’ che non ti sento tossire. Come va la tua brutta tosse”?

Figlio Grande: “…ehm”…

Gianc: …”Embe’”?

Figlio Grande: “…no, hm, papà… ma se la tosse va bene vuol dire che io invece sto male“?

…Non ce la posso fare…

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